Il nome di Belvedere
nei documenti antichi

Ancora una volta è Belvedere Foto Tour che apre un argomento molto interessante, da molti solo sfiorato con cenni tanto vaghi quanto fumosi o veloci e comunque mai con riferimenti concreti e indicazioni precise delle fonti: il nome Belvedere nei documenti antichi.

Anche qui premettiamo che andiamo a colmare un vuoto lasciato dagli addetti ai lavori e soprattutto da chi, in possesso di documenti importanti, non li mette a disposizione del pubblico.

Tocca, dunque, a noi fare da apripista e introdurre in maniera scientifica, per quanto le poche fonti a disposizione e la personale capacità ci consentono, uno studio storico sull’evoluzione del nome di Belvedere.

La fonte più interessante è l’opera dello storico e religioso Francesco Russo (1908-1991) “Regesto Vaticano per la Calabria” pubblicata a Roma nel 1974 e che abbiamo avuto modo di consultare nel 1982 presso la biblioteca del Convento di San Daniele a Belvedere Marittimo.

Prima di addentrarci nell’analisi del nome, pubblichiamo lo stralcio che è contenuto nella predetta opera a proposito di Blanda:

Luglio 592.

Felici, episcopo Acropolitano, visitatori provinciae Lucaniae, visitationem Velinae, Buxentinae et Blandanae ecclesiarum vacuarum iniungit“.

Questa notizia del VI secolo parla di Blanda la cui sede era rimasta vacante e per questo motivo il vescovo di Agropoli, di nome Felice, che sta visitando le chiese della Lucania, viene invitato a fare una visita pastorale anche a Blanda.

Senza riaprire l’argomento Blanda, vogliamo solo evidenziare che questo brano è utilizzato da coloro che sostengono la tesi dell’ubicazione di Blanda in Lucania.

Il nome più antico citato è “BELLUMVIDERE“, a farlo è Giuseppe Grisolia nel libro Belvedere Marittimo del 1980. Purtroppo non viene fornita la citazione originale né la fonte; viene solo detto che “Il più antico documento in cui compare il nome di Belvedere è del XII secolo“.

Analogamente per “BELLOVIDERII” di cui si parla nel libro omonimo Belloviderii del 2006 opera di Cono Araugio: “Belloviderii, è questo il nome con il quale lo troviamo segnalato nei primi anni del secolo XIII“, ma non viene citato né il testo originale né la fonte.

BELVEDERII” è, cronologicamente, il terzo nome con cui negli antichi documenti veniva indicato Belvedere.

Daniel ex oppido Belvederii” è, secondo Vincenzo Nocito che scrive nel 1950, una citazione tratta da una relazione scritta il 27/10/1227 da Frate Mariano da Genova sul martirio di Daniele Fasanella, il santo nato a Belvedere. Qui viene citata la fonte “Acta Sanctorum, VI ottobre, pag. 385-386“.

Siamo nel XIII secolo e già notiamo che in questo periodo Belvedere viene indicato con due nomi differenti: Belloviderii e Belvederii.

A questo punto possiamo utilizzare per il nostro scopo il lavoro dello storico Francesco Russo, citato all’inizio, che ci fornisce una fitta serie di nomi nell’arco dei tre secoli che vanno dal XIV al XVI:

– “BELLIVIDERII“, “BELLOVIDERII“, “BELLOVIDERE” [in documenti dal 1326 al 1329]

– “BELLOVIDERE“, “BELVEDERII“, “BELVEDERE” [in documenti dal 1426 al 1492].

Dobbiamo subito notare che il nome BELVEDERE compare per la prima volta, nelle fonti a nostra disposizione, in un documento ecclesiastico del 12/04/1492; riportiamo la citazione originale: “…ecclesiae S.Nicolai de Belvedere…”.

– “BELLOVIDERE“, “BELLIVIDERI“, “BELVEDERE“, “BELVEDERII“, “BELVIDERII” [in documenti dal 1507 al 1594].

Nel 1571 Gabriele Barrio, nella sua notissima opera sui siti della Calabria, si scosta un po’ dai nomi cui ci stavamo abituando e ci parla di “BELLIVIDARIUM“: “…Bellividarium vulgus vocat…”.

Il secolo XVII si apre con un improvviso quanto isolato “BELVEDERE MARITTIMO” che ci induce a ipotizzare l’utilizzo, all’epoca, di una certa soggettività nell’indicare i nomi delle città e dei luoghi meno noti. Siamo nel 1601 e ad introdurre questo nome, quello attuale e quindi definitivo, è frate Girolamo Marafiori (Croniche et antichità di Calabria). Parlavamo di soggettività in quanto l’appellativo “Marittimo” non lo troveremo accostato al nome di Belvedere fino al XVIII secolo.

Abbiamo, infatti:

– “BELLIVIDERII“, “BELVEDERII“, “BELLOVIDERI“, “BELVIDERII“, “BELVEDERE“, “BELVIDERE” [in documenti dal 1605 al 1725].

Riportiamo la citazione dell’ultimo documento a nostra disposizione: “Vulgò, Belvedere, ad aeris…” tratto da “Pantologia Calabra” di Elia De Amato, Napoli 1725.

Trattandosi di lavoro provvisorio, ci riserviamo di ritornare sull’argomento con maggiore attenzione e per dare ulteriori dettagli sul nome completo attuale

Riportiamo, in conclusione, un brano tratto dal manoscritto del 15 luglio 1631 di Giuseppe Petrellis in cui Belvedere (in questa opera del 1631 Marittimo ancora non compare) è dichiarata città:

La mia patria fu nominata e dichiarata città con regal lettera del Rè Ferdinando d’Aragona sotto la data di 25 ottobre l’anno del Signore 1488 e poi dalla Cesarea Maestà dell’Imperatore Carlo V sotto il dì di 7 agosto 1545“.

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Data pubblicazione pagina: 20/08/2014; aggiornamenti: nessuno